Forse ai più è sfuggita la notizia, pur ripresa da varie testate giornalistiche, che nell’Ospedale Policlinico di Milano (propriamente: Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico) è avvenuta l’attivazione del nuovo grande Padiglione Sforza, con conseguente complessivo riordino delle sedi e caratteristiche delle varie unità operative. Richiamiamo sul fatto l’attenzione di chi ci legge, non solo per il vantaggioso notevole sviluppo dell’ospitalità clinica milanese in termini funzionali e qualitativi ma, non di meno, per l’esemplare realizzazione di ambienti, interni ed esterni, finalizzati alla confortevolezza e salubrità di assistiti, accompagnatori e operatori. Detta particolare realizzazione ci offre occasione per qualche riflessione e suggerimento salutistico per tutti noi, d’ogni età e condizione, a Cologno Monzese e circondario.
Infatti, sopra il nuovo ospedaliero Padiglione Sforza, è stato realizzato un giardino pensile, di ben 7 mila metri quadrati, finalizzato ad essere una vera area terapeutica. Ci saranno: un grande prato verde, un boschetto di cespugli e alberelli, zone per l’ortoterapia dei pazienti lungodegenti e per la pet therapy con animali di compagnia, aree

dedicate alla coltivazione di piante officinali da utilizzare in ospedale e giardini per la cromoterapia, dall’effetto calmante e antidepressivo. Oltre agli effetti positivi sul benessere fisico e mentale dei pazienti degenti e del personale in pausa, il giardino terapeutico sommitale contribuirà a consumare meno energia tramite l’ombreggiamento naturale, il tamponamento termico della copertura verde, i presenti pannelli fotovoltaici e geotermici, il recupero dell’acqua piovana e la riduzione del rilascio di CO2. Insomma: benefici agli utenti diretti e all’ambiente più generale. Da quanto sopra, traiamo spunto per riflettere che, come ciascuno di noi ha necessità vitale di aria, acqua e cibo per sopravvivere, così anche la vista e la fruizione dell’ambiente naturale sono necessarie al nostro benessere ed equilibrio fisico e mentale. Sono queste, non solo presunzioni derivate dalla comune esperienza emotiva, ma anche realtà dimostrata da studi scientifici confermati da studiosi di varie nazioni. La vita o la frequentazione assidua di ambienti naturali ha dimostrato di fornire tendenziali benefici effetti sulla funzionalità del sistema immunitario -con riduzione dell’infiammazione cronica -, sui valori della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca, della glicemia e dei trigliceridi. Il complesso di microrganismi del mondo vegetale diminuisce, nei soggetti sani, il rischio di sviluppare malattie allergiche e respiratorie.

Ne beneficia anche il benessere mentale ed emozionale, mediante un rilassamento emotivo e una riduzione dello stress, un incremento del tono dell’umore, conseguente all’increzione della serotonina. Vien segnalato anche un potenziamento della memoria e dell’attività cognitiva, favorito dall’increzione di dopamina (ricordiamo che la dopamina è il neurotrasmettitore della sensazione di piacere e gratificazione).
Il contrario ci accade quando viviamo costantemente in ambienti innaturali, come contesti urbani privi di verde, con conseguente tendenziale decremento dello stato di salute, emozionale e cognitivo. L’interferenza sulla nostra salute della privazione continua di scenari naturali è stata rilevata e misurata in vari studi scientifici e, ad esempio, una ricerca della Humboldt University di Berlino ha prodotto una mappa geografica di varie malattie che trarrebbero giovamento da “giardini curativi, paesaggi terapeutici e prescrizioni di fruizione di natura”. I verificati tendenziali effetti sulla malattia diabetica ha indotto la realizzazione di speciali progetti, come, dall’anno 2014, il Cities Changing Diabetes, che, un anno fa, impegnava 46 città in 24 Paesi, Italia compresa, a migliorare la salubrità delle condizioni ambientali urbane anzitutto facilitando l’accessibilità ai cibi sani e la possibilità di gradevoli attività fisiche conseguente all’adozione di piani urbanistici favorenti il verde pubblico.
Siamo ormai tutti consci della necessità, ad ogni età, di non trascurare il movimento quotidiano commisurato al personale stato di efficienza motoria e cardiorespiratoria. Per quanto sopra cennato, si tratta ora di aggiungere, alla benefica personale motilità quotidiana, la tendenza alla frequentazione e al godimento di scenari verdi, pubblici o privati.

A tal fine, non è necessario né bastevole effettuare qualche breve vacanza in parchi alpini o marini pur di gran pregio. Molto più benefico, facile ed economico risulta l’abituarci ad una passeggiata, tendenzialmente quotidiana, nei parchi cittadini, lungo le vie alberate, in vista di curati giardini privati, come è possibile anche in Cologno Monzese e contigui Comuni, a piedi, in bicicletta, in carrozzina, in compagnia, eventualmente accedendo a esercizi commerciali scelti a opportuna distanza per unire l’utile al dilettevole.
In considerazione poi dell’accentuato rischio di isolamento sociale, depressione umorale, decadimento psico-fisico, che grava su non pochi anziani soli della nostra società, risulta essere azione benefica e meritoria il provvedere a mirati accompagnamenti fuori casa, nel verde – se non spontanei, fraternamente “spintanei”- di persone sole che tendano all’ingiustificato isolamento in casa!
Marco Triulzi
