Su questa pagina, credetemi, avrei voluto scrivere solo cose belle, tante buone notizie, quelle che “rallegrano” il cuore tanto per intenderci … quelle che ti fanno ricordare che nell’uomo prevalgono ancora quei sentimenti positivi che lo contraddistinguono … solidarietà, rispetto, tolleranza, affetto, amore … ecc. ma credetemi faccio veramente fatica. Trovo che questo periodo sia veramente tra i più brutti, basta pensare che si è tornati a parlare di guerra e non di “guerra lontana” ma di un evento molto vicino a tutti noi perché le sue conseguenze ci coinvolgono in un modo o nell’altro. Le immagini che ci giungono sono terribili, la sete di potere, la voglia di comandare, di arricchirsi non si ferma davanti a nulla e quindi distruzione e morte di tanti innocenti, non si ferma neanche davanti ai bambini. Ma davvero … cosa siamo diventati?? Smetto di pensare un attimo alla “vergognosa guerra” ma anche qui mi imbatto in problematiche altrettanto gravissime.

Non passa giorno o quasi senza sentire notizie di aggressioni principalmente di uomini nei confronti di donne, compagne ex compagne che “osano” dichiarare di non voler continuare o non a far nascere certe relazioni. Come? La libertà di poter scegliere e decidere la propria vita? Ma non scherziamo, il “delirio di onnipotenza” vince su tutto; non posso subire dinieghi, rifiuti, negazioni altrimenti è la fine. Così afferma il “maschio malato”.
Non passa giorno o quasi senza sentire notizie di aggressioni principalmente di uomini nei confronti di donne, compagne ex compagne che “osano” dichiarare di non voler continuare o non a far nascere certe relazioni. Come? La libertà di poter scegliere e decidere la propria vita? Ma non scherziamo, il “delirio di onnipotenza” vince su tutto; non posso subire dinieghi, rifiuti, negazioni altrimenti è la fine. Così afferma il “maschio malato”. Ma voglio mettere alle spalle anche questa dolorosissima constatazione per soffermarmi però su un’altra triste realtà che si fa strada alla grande nelle ultime cronache “nere” e che coinvolge soprattutto le giovani generazioni. Lo studente di 13 anni che accoltella la sua professoressa di francese è solo la punta dell’iceberg. Motivazione:<<non posso più vivere una vita piena di ingiustizie e mancanza di rispetto, sono stanco di tutto e ucciderò la mia insegnante>> questa è la decisione presa! Il fatto assume contorni ancora più gravi perché il crimine è ideato nel dettaglio grazie ad un fenomeno sempre più diffuso, una sorte di “regia” criminale. Chi sono? Gruppi o singoli che promuovono violenza online e offline usando i minori. I più vulnerabili vengono attratti per mezzo di piattaforme di gioco e applicazione di messaggistica spingendo ad osare su tutto “l’illecito”, violenza, torture, suicidio o omicidio. Abbiamo dato ai giovani uno strumento che andava usato, ma succede che parecchie volte è invece lo strumento che usa gli utenti. Bisogna, secondo me, ribellarsi a questo abuso sui minori perché siamo in qualche modo diventati complici di questi strumenti. Tornando al discorso del tredicenne ,per esempio, la sua rabbia doveva essere accolta dalle figure adulte vicine e no dagli adulti “attori” delle piattaforme come quelle su citate. Ecco, sintetizzando, è forse giunta l’ora di ribadire l’importanza di una “educazione e protezione digitale”, per i nostri giovani, non demandiamo agli “strumenti tecnologici” ciò che ancora compete a noi adulti nell’indirizzare le nuove generazioni non permettiamo a menti “bacate” di intrufolarsi in quegli spazi che ancora competono a famiglie, parenti e amici “vari”. È molto triste il “quadro” che ho tracciato ma è purtroppo veritiero, però questo non significa che le cose non possono cambiare e che dobbiamo rassegnarci. No! Proprio No! Anzi … Ma sapete che cosa strana mi è successa … mentre sto concludendo questa pagina? Come abitudine ho acceso in sottofondo la radio e il brano trasmesso” un mondo migliore” di Vasco Rossi sembra fatto di proposito. E allora per chiudere il nostro argomento faccio mio l’inciso del brano che recita così: si, tutto è possibile perfino credere che possa esistere un mondo migliore. Quale migliore augurio per un mondo più giusto ed equo dove tutti possano vivere in pace e armonia.
Giuseppe Di Lieto
